martedì 30 giugno 2009

Little Brunetta, Big Projects

Il ministro della pubblica amministrazione ed innovazione, Renatino Brunetta, ha annunciato la partenza di due progetti pilota in due scuole di Roma, per provare l'utilizzo di software open source nella didattica.
I due progetti saranno svolti presso la Scuola Pubblica Elementare 154 e presso l'Istituto Tecnico Industriale Statale "Enrico Fermi".
Lo scopo del progetto è quello di incoraggiare le scuole verso l'utilizzo di strumenti open source; inoltre è interessante notare come il progetto dovrebbe portare all'uso di software collaborativo open source all'interno delle scuole pubbliche.
Per rendere meno "traumatico" il passaggio a questi nuovi strumenti, le due scuole avranno l'assistenza del Centro per le Applicazioni della Televisione e delle Tecniche di Istruzione a Distanza (Cattid), dell'Università La Sapienza, che si occuperà della creazione di manuali e linee guida.
Il Cattid aiuterà anche a trovare le migliori soluzioni IT per l'istruzione, grazie alla sua esperienza nell'apprendimento elettronico a distanza. Il ministro, inoltre, vorrebbe aumentare l'interoperabilità dei documenti nelle pubbliche amministrazioni, per questo partirà al più presto un progetto pilota presso la pubblica amministrazione della provincia di Vicenza, che migrerà verso la suite per ufficio StarOffice di proprietà della Sun Microsystem, suite open source basata su OpenOffice.
Sun Microsystem si occuperà anche dei corsi di formazione e del supporto tecnico.
I due progetti fanno parte del protocollo d'intesa per l'informatizzazione open source della didattica e degli uffici pubblici che Brunetta ha firmato con Sun Microsystems, il 23 giugno
scorso.

sabato 27 giugno 2009

Eia Eia MaVaLà

Divertente stravolgere il grido di battaglia di D'Annunzio, usato poi dal bieco ventennio, unirlo alla ricorrente esclamazione dell'avvocato - parlamentare del Berlusca, per dare un senso (non-senso) alla attuale situazione italiana.

Divertente o tragico?
Comico?
Inappropriato?

Quello che è certo è la consapevolezza di non vivere in un momento storico che sarà poi ricordato dai posteri alla pari, ad esempio, del Risorgimento.
Cosa scriveranno di noi i figli dei figli dei nostri figli?
Come descriveranno questi anni di scontri politici mediatici vissuti sulla pelle del sociale?
L'Era del Mulino Bianco? La Grande Truffa? Il Periodo del Colossale Inganno?
Verrà considerato come un Tecnologico Medioevo?
Un periodo buio in cui solo i contemporanei, alla luce dei loro piccoli interessi, non si rendono conto della cecità a cui vanno incontro.
Non è quello che sognavo da ragazzino, immaginando un mondo a venire colmo di opportunità, libero da scelte obbligate, pregno di "buona" tecnologia, "luminoso" e "ottimistico".
Certo, la letteratura assimilata in quegli anni, unita alle massicce dosi di fantascienza, possono avere distorto la percezione del presente che allora vivevo e acuito le aspettative sul futuro.
Anche la consapevolezza che il giudizio sul passato è in balia di diverse interpretazioni per poter assecondare i vincitori al potere, non mi ha aiutato molto.
Passato, Presente, Futuro. Tutto molto relativo.
Confido nell'accertamento del Passato Remoto.
L'unico periodo così distante da noi da poter, forse, essere analizzato senza reticenze, interpretazioni di parte e omissioni.
Per questo comprendo la nebbia che ottenebra i cervelli di tutti noi.
Non vediamo, non capiamo, non ci rendiamo conto di quanto sta accadendo.
E facciamo di peggio.
In un periodo, ingiustamente nominato come Globale, in cui le uniche attività così etichettabili sono quelle economiche a vantaggio di pochi, tendiamo a rinchiuderci in un piccolo recinto i cui confini, grazie anche ai legaioli, tendono al locale, al campanile.
Non solo, quindi, abbiamo la mente offuscata dalla tv deficiente ma facciamo una tipica scelta eretica: chiudiamo le porte al mondo che ci circonda.
Come se questo bastasse a risollevare animi e portafogli, censuriamo (nel senso proprio letterario del termine) tutto ciò che in un qualche modo scalfisce il nostro orticello.
Ma, così facendo, ci equipariamo agli ultimi dei Mohicani, destinati alla definitiva scomparsa, e non cogliamo le nuove opportunità che anche una crisi economica come quella attuale, così come accade per tutti i momenti negativi, ci offre.
Oltre la barriera che stiamo innalzando, sempre più alta e per questo sempre più fragile, il mondo si muove in direzioni diverse da quelle che il "piccolo guidatore" ci sta indirizzando.
Qualcuno, dall'altra parte, potrebbe fare una manovra poco "ortodossa".
Non sarà una "retromarcia". Solo una piccola "spintarella".
Auguri, Italia!

giovedì 25 giugno 2009

La Sciura Brambilla

E' uno dei cognomi più diffusi in Italia. Nel Nord, soprattutto.
Brambilla.
Da sempre preso a prestito per dare un nome alla mediocrità del Nord: "il Sciur Brambilla", "la Sciura Brambilla",...
Quello che a Bossi non farà piacere è che i Brambilla sono originari di un paese (Brembilla) della Val Brembana (la fantasia manca al Potere ma anche ai Nordici) che nel 1443 è sceso in rivolta contro la Repubblica Veneta.
Una Brambilla di oggi, ministra per meriti sado-maso, è scesa in rivolta contro il Buon Senso.
Ha dichiarato guerra alla Comunicazione.
Poverella, non per demeriti suoi (ne avrebbe comunque molti da spendere) ma per un orgasmo di creatività voluto dal Berlusconi.
Mal indirizzato, evidentemente.
Vi ricorderete l'infinita storia del portale turistico Italia.it, milioni di euro finiti nel nulla e un cetriolone a ricordarci i danni che possono creare incompetenti grafici.
Bene, oggi si tenta di bissare lo stesso insuccesso.
Sono pronti altri milioni di Euro da spendere e spandere per far rinascere un portale turistico (chiuso per vergogna) e per inoculare, attraverso spottoni da far passare sulle tv private (di Berlusconi) e le tv statali (controllate da Berlusconi) l'immagine dell'Italia (di Berlusconi).

Menti "raffinate" dal petrolio hanno partorito queste soluzioni:


"Magic Italy", per l'Estero

"Italia", per le Isole comprese?


La presentazione dei logos e la nostra conseguente percezione dei futuri danni, è avvenuta a fasi alterne.
Il primo da un gongolante Emilio Fede, in campagna elettorale.
Il secondo proprio in questi giorni, tra una critica ai mass-media e un attacco alla democrazia, dal duo BrambiSconi.

In Rete si possono trovare i commenti:
SocialDesignZine
Magic Italy
Punto Informatico

mercoledì 24 giugno 2009

La Ballata di Minzolin

Minzolin, Minzolin, viva Minzolin!
Assomigli a tutti noi, sei furbo e birichin
e perciò noi gridiam, viva Minzolin!

Solo tu - Minzolin! - puoi capir - Minzolin!
i mille e mille sogni di un bambin, ah! ah! ah!

Noi gridiamo in coro, evviva, evviva, urrà, sì, sì!
Minzolin, Minzolin, viva Minzolin!

Che fa sempre divertire i grandi ed i piccin
e perciò noi gridiam, viva Minzolin!

Solo tu - Minzolin! - puoi capir - Minzolin!
i mille e mille sogni di un bambin, ah! ah! ah

Noi gridiamo in coro, evviva, evviva, urrà, sì, sì!
Minzolin, Minzolin, viva Minzolin!

Su venite a far baldoria insieme a Minzolin,
anche noi, come voi, canterem così.
Come noi bambini, tu sei tanto piccolin,
Minzolin, Minzolin, viva Minzolin!

giovedì 18 giugno 2009

Lavagne Interattive Multimediali?

Vi dico come andrà a finire.
E poi non ditemi che sono un mago, che leggo nel futuro o che sono dotato di poteri para-normali.
Non ci vuole un grande veggente per prevedere come finirà la storia delle L.I.M., acronimo dietro al quale si nasconde il grande business delle "Lavagne Interattive Multimediali".
La notizia, per certi versi confortante, è che a partire dal prossimo anno scolastico (2009 - 2010) verranno installate, in altrettanti classi della Scuola Secondaria di I Grado, 16.000 Lavagne Interattive, probabilmente il modello Smart, prodotto da Smart Technologies e distribuito dalla Garamond.
I prezzi "Education" oscillano dai 990 Euro (48 pollici) ai 1.590 Euro (77 pollici) + IVA.
Negli anni successivi (2010 - 2011), verranno distribuite altre 8.000 L.I.M. tra classi primarie e classi della Scuola Secondaria di II Grado.
La notizia è confortante perchè nessuno può essere più contento e soddisfatto di me per questa iniziativa che avvicina tecnologia istruttiva al modello di Edutainment che da sempre perseguo.
Ma i dubbi sulla procedura con cui si vogliono introdurre questi supporti multimediali mi vengono dalla modalità con cui Santa Gelmini impone l'innovazione.

Intanto cerchiamo di capire cosa diavolo sono le Lavagne Interattive Multimediali.

Collegata ad un computer, la L.I.M. ha le dimensioni di una tradizionale lavagna ma è, di fatto, un'interfaccia interattiva gestibile con dei "pennarelli virtuali" o, per alcune versioni, è possibile interagire con il semplice ausilio delle mani.
Usati al posto di un mouse, i "pennarelli virtuali" consentono a docenti e studenti, di accedere a risorse multimediali, a Internet e a software didattici appositamente predisposti.

Dovete sapere che le L.I.M. vengono vendute con un pacchetto di 50 Learning Objects e con un software a pagamento (Notebook), una sorta di Programma Autore per creare e gestire i programmi didattici.
I Learning Object sono piccoli programmi pre-confezionati sul tipo Lezione (contenuto espositivo) o Verifica (test interattivi e multimediali), relativi alle materie Italiano, Matematica e Scienze (attualmente disponibili solo per la scuola secondaria di I grado).

Il Gelmini-Pensiero prevede di coinvolgere, tra il 2009 e il 2011, 75.000 (settantacinquemila!!!) insegnanti in corsi di formazione che dovrebbero metterli in grado di utilizzare al meglio le L.I.M.
Non solo. Dovrebbero anche imparare un nuovo approccio con gli studenti, modificare le loro abitudini di comunicazione univoca, sapere tutto sulla multimedialità, su Internet,...

Avete presente il "materiale umano" attualmente disponibile nelle Scuole Medie?
O sono vecchie cariatidi in attesa di pensione o, quelli in età meno avanzata, sono insofferenti personaggi che utilizzerebbero volentieri il pc come soprammobile.
Poche le eccezioni. Davvero minime.
Meglio, naturalmente, sono le cose nella Scuola Secondaria di II Grado.

Ecco come andrà a finire:

Scenario 1: il PowerPoint Pensiero
Incapaci di gestire softwares adibiti alla creazione di materiali didattici interattivi (non esiste solo Notebook di Smart!!!), i più tecnologizzati, prima nascostamente e poi via via più apertamente, tireranno fuori dallo stipetto il pacchetto MS Office crackato e inizieranno a sbizzarrirsi con PowerPoint.
Tutti i Dei dei Cieli ci salvino da questa catastrofe!
Maledetto colui che ha inventato PowerPoint (Bill il Cancello)!

Scenario 2: Il Consulente Esterno è Contento
Dopo qualche mese di inutili tentativi e dopo ore passate ad interpellare anche medium televisive, i Presidi, spinti da macabre visioni sul loro avvenire, si arrendono e chiamano Consulenti esterni per formare gli analfabeti digitali e per creare programmi didattici ad hoc.
Io dovrei essere contento.
Sono decenni che opero nel settore. Potrei arrotondare con questi interventi.
Mi spiace solo che a fiumi di denaro pubblico già versato, le magre casse delle scuole dovranno sommare anche gli esborsi per personale extra.

Scenario 3: Disuso e Abbandono
Potrebbe accadere.
Dipende dal tempo necessario prima che si arrivi allo Scenario 1 o allo Scenario 2.
Le tecnologie non sono come il vino.
Invecchiano più velocemente e poi sono proprio da buttare.
Come il Barolo tramutato in cattivo aceto.

Qualsiasi sia lo scenario, qualcuno dovrà pagare le conseguenze.
Di sicuro i nostri ragazzi.
Ma consiglio di tenere bene a mente nomi e cognomi di ministri, ministre e di tutto il loro entourage che, succedendosi anno dopo anno, continuano a produrre danni incalcolabili.

martedì 16 giugno 2009

Mozilla Add-ons Workshop a Firenze

Sabato 27 giugno apre a Firenze il Mozilla Add-ons Workshop, evento organizzato da Mozilla Europe in collaborazione con Mozilla Italia.
All'incontro, libero e gratuito a fronte di una semplice registrazione, partecipano i migliori programmatori italiani di estensioni (add-ons) per i programmi Mozilla.
Il workshop prevede incontri mirati alla spiegazione di come si realizza un'estensione e un laboratorio in cui ci si può cimentare, o si può assistere, passo a passo, alla vera e propria creazione di un add-ons.
Ai partecipanti verrà data una maglietta appositamente creata per l'occasione.

Link di riferimento: Mozilla Italia

domenica 14 giugno 2009

Hackmeeting 2009

Hackmeeting è giunto alla dodicesima edizione appropriandosi degli spazi milanesi.
Ed è un'edizione particolare, che vede l'annuale raduno proiettarsi su fronti e territori mai toccati ma che sono impliciti ai temi tecnologici propri del mondo informatico.
Ecco l'estensione verso la sociologia, la psicologia, l'arte, l'ecologia, fino ad arrivare nei meandri culinari.
Non solo, quindi, attività tipiche di smanettoni, tecnofili, cyber activist, geek ma un allargamento di orizzonti che tende ad interessare un pubblico più vasto, sempre vicino, comunque, a chi vede l'approccio alla tecnologia in modo curioso e, indiscutibilmente, giocoso.
Lo sdoppiamento si è concretizzato in un Warm Up, percorso dedicato alle Università, e in un Meeting, alla Sos Fornace di Rho, con il software libero al centro di un perno su cui gravitano argomenti ed argomentazioni sociali, economiche, culturali e politiche.

Warm Up: in tutti i poli universitari milanesi (Brera, Fisica, Bovisa, Bicocca, Scienze politiche, più un evento in Cascina Torchiera), dal 9 al 18 giugno, conferenze aperte a tutti, organizzate con docenti, esperti, attivisti sui temi cari all'etica e alla cultura hacker: storia dell'hacking e della net art, open source, paura, sicurezza e controllo, open design e animazione, peer to peer economy. ecohacking, performance artistiche.

Hackmeeting: l'Sos Fornace di Rho, via San Martino 20 (sosfornace.org) dal 19 al 21 giugno: tre giorni di workshop, lan space, sharing di idee, file e hardware, seminari, incontri, laboratori, su software libero, codice, libertà della rete, peer to peer.

Il Programma

WARM UP
dal 9 al 18 giugno 2009

Hack tales
9 giugno - ore 14.00-17.00
Accademia di belle arti di Brera - Aula Napoleonica (aula magna)
Via Brera, 28 Milano

Storia dell'hacking e del networking (con collegamenti all'hacktivism e artivism) come pratica artistica e hacker
Interventi: Antonio Caronia, Tatiana Bazzichelli, Putro.

Open source
11 giugno- ore 17.00
Politecnico di Milano - Piazza Leonardo Milano
Open source, free software: una introduzione (it is not like free beer but like free speech

Dal cyberpunk al postcyberpunk
11 giugno ore 21.30
Libreria ShaKe - Viale Bligny 42 Milano
Dal cyberpunk al postcyberpunk italiano
Incontro con due autori ai margini (opposti?) del cyberpunk
A cura di Delos / Fantascienza.it & Gomma.
Interventi: Elisabetta Vernier (Clipart, uscito in Odissea in aprile) e Dario Tonani (Infect@, Algoritmo bianco, in Urania).
Proiezione di video storici sul CP.
L'incontro verrà virtualizzato in contemporanea su Second Life sull'isola di Decoder a cura di Juliet Calvin.

Paura anche no
12 giugno - ore 16.00-19.30
Facoltà di sociologia Polo universitario Bicocca - edificio U7
Via Bicocca degli Arcimboldi 8 - Milano
Il babau, il gioco della paura e i meccanismi di sicurezza
Interventi: Massimiliano Guareschi-agenzia X, Marcello Maneri, docente di sociologia, che parlerà di percezione della sicurezza, politiche della paura, Marco Capovilla, che mostrerà le carte in gioco: linguaggio dei media fotografico e non solo, presentazione della campagna paura anche.no.
Al termine aperitivo da paura.

Open design
15-16-17 giugno - dalle ore 10.00
Politecnico di Milano - Facoltà di design
Polo universitario Bovisa- - Via Durando 38/A-Milano

Open Hardware
15-16 giugno
workshop, riflessioni, testi, esperimenti tra l'orizzonte dell'opensource e la pratica del design con Massimo Banzi e la piattaforma Arduino (http://www.arduino.cc/it/).

Open modelling
17 giugno
3d & Blender, modellazione, rendering, animazione con la community di kino3D, Gianluca Faletti, Mario Ambrogetti, Davide Vercelli e Francesco Paglia di SparkDE.

Ecohacking
17 giugno - dalle 17 fino a tarda notte
Cascina Torchiera senz'acqua
Piazzale Cimitero Maggiore 18 - Milano
Pratiche wired di ecologia
Come costruire un pannello solare, riciclo e riuso, ciclofficine riunite, la pratica degli orti urbani con le diverse realtà milanesi, la paura della notte e la natura in città.

Dopo la crisi, Open Economy?
18 giugno – ore 14.00-19.00
Facoltà di Scienze Politiche
via Conservatorio 7 Milano
Open non vuol più dire solo Open Source Software (anche se rimane una dimensione importante), ma anche Open Hardware, Open Agriculture, Open Ecology, Open design e perche no, Open Money.
Un incontro presentato da Adam Ardvisson, docente di sociologia della globalizzazione.
Con la partecipazione di: Magnus Erikson, Pirat Bureau, Davide Biolghini dei DES-distretti di economia solidale, Stefano Zacchiroli del sistema operativo Debian (http://www.debian.org/), Nicolai Peitersen, The Ethical Economy Ltd., London "Open Business and Sustainability: Can it Work?" (in inglese).
Al termne, aperitivo open bio

HACKMEETING
19-20-21 giugno 2009
Sos Fornace di Rho, via San Martino 20 - Rho (Milano)

Tre giorni senza sosta di lan space, file sharing, dibattiti e workshop, non facilmente riassumibili, perché in costante evoluzione.
Quest'anno, oltre ai tradizionali incontri su linux, e altri programmi base, verranno dedicati workshop all''nterazione uomo macchina, sesso, genere e web, sorveglianza e autodifesa, informazione, paura, sicurezza, controllo, trasformazione e nuove frontiere del lavoro IT, Open business ed economie etiche, strumenti di archiviazione, streaming, interpretazioni e modifiche dei kernel. Stream audio degli interventi della tre giorni in Decoder Island su Second Life. Uno spazio verrà interamente dedicato a Open movies: video scelti tra i titoli che riguardano i temi più vicini alla cultura hacker, alcuni seminari saranno rivolti ai teen ager , e ci sarà ovviamente anche un angolo per i piccolissimi, per permettere a mamme e papà di non doversi sentire solo giovani.
I seminari si alterneranno con teatrini elettrici, hack challenge, giochi, proiezioni di immagini e tutto quello che contribuisce alla net art.

Link di riferimento: HackMeeting 2009

sabato 13 giugno 2009

Modena: a Scuola di Open Source

L'Assessorato alle Politiche giovanili del Comune di Modena, in collaborazione con il Consorzio FIT (Formazione ed Innovazione Tecnologica), organizzerà corsi e seminari sull'open source.
Questi corsi inizieranno nel prossimo autunno, con lo scopo di formare i giovani sull'uso di questo tipo di software.
L'assessorato ha anche chiesto collaborazione alle imprese locali, che hanno pianificato degli stage per i giovani che partecipano ai corsi. L'Assessorato alle Politiche giovanili del Comune di Modena, ha già promosso in passato, con varie iniziative, il software open, come per esempio la creazione e la gestione di nove reti chiamate "Net Garage", dove vengono messi a disposizione ai giovani una serie di computer con software open source.
Questi laboratori sono gestiti congiuntamente dall'Università degli Studi di Modena e dall'Università degli Studi di Reggio Emilia.
"Insegnare l'uso del software open source, aumenteranno le loro opportunità di trovare lavoro", spiega Walter Martinelli, il coordinatore di Net Garage presso il Comune di Modena.
Secondo Martinelli, uno dei progetti di maggior successo del Net Garage è "Il Pinguino d'oro", in cui gli studenti si sfidano nella creazione di un micrometraggio realizzato grazie a software open source. Un secondo progetto di successo è il "Il pinguino tra i banchi", che consiste nell'organizzare una settimana di formazione presso l'Università di Modena e di Reggio Emilia, ad un gruppo di studenti delle scuole medie superiori, su come installare, configurare e mantenere GNU/Linux.
In questo corso si trattano argomenti come il partizionamento del disco fisso, la configurazione dei servizi di rete e l'installazione e la configurazione di applicazioni utili per le scuole.

Link di riferimento

giovedì 11 giugno 2009

Sei Rosso? No, vedo Nero!

Domani inizieranno gli esami di licenza media.
Il balletto di proposte e controproposte sulle modalità di valutazione di ammissione agli esami e di giudizio degli stessi è finita come è incominciata: un mare di sciocchezze.
La Gelmini, spaventata dal colore dell'avversa posizione politica, ha bocciato il "6 rosso".
I professori, a scrutini già iniziati, alcuni già terminati, continuano a vivere in un limbo fatto di passa-parola, di speranzose illusioni, di certezze deformanti.
Occorre precisare che il "parco umano" a disposizione per l'insegnamento nelle Scuole Medie è, non a caso, "mediamente mediocre", fatto com'è da insipidi personaggi che stagnano in attesa della pensione.
Assenti sulle novità, carenti di formazione ed aggiornamenti, pendono dalle parole scritte sui dispositivi ministeriali come un'oca selvaggia si aggrappa al suo fegato destinato a diventare patè.
A fronte di casi di eccellenza nelle scuole elementari e di alta professionalità nelle scuole superiori, le "medie" si sono, anno dopo anno, fossilizzate su parametri che hanno indotto ad un ritorno alle ottocentesche metodologie di insegnamento.
Immuni le scuole private, forti di introiti e finanziamenti intoccabili, dettano il solco del divenire futuro delle attuali generazioni.
Un solco in cui hanno o stanno inciampando centinaia di migliaia di incolpevoli giovani.

La scuola è finita.
Andate in pace!

giovedì 4 giugno 2009

Cartellino Rosso!

Non c'è dubbio, le belle pensate, in Italia, non mancano mai.
Presidi e insegnanti si sono riuniti per verificare, sulla base delle recenti normative, quali potrebbero essere i numeri del disastro dell'esame di licenza dalle Scuole Medie.
I dati sono impietosi.
Se si dovesse tenere conto letteralmente della norma che prevede la bocciatura anche con solo una insufficienza, i non licenziati potrebbero arrivare alla cifra record di quasi 200.000 studenti.
Più del doppio rispetto all'anno passato.
Ma i dirigenti scolastici nostrani, dimostrando inaudite doti creative che mettono in secondo piano l'artistico armeggiare economico del Tremonti, propongono di risolvere italianamente il problema con l'adozione del 6 ROSSO.
Una sorta di lasciapassare, un salvacondotto che consente di promuovere chi, anche con una sola insufficienza, non avrebbe diritto di andare avanti con la sua istruzione.
Il cartellino rosso verrebbe comunque evidenziato nei tabelloni dei risultati finali e spiccherebbe sulla serie dei voti in NERO come eterno marchio di infamia bonaria.
Alla pubblicazione, dovrebbe fare seguito anche una missiva indirizzata alla famiglia del marchiato, una lettera di allerta, speriamo non di minaccia, sulla precarietà della promozione elargita con tanta magnanimità dagli aggiratori delle gelminate.
Il bello è che l'idea sta facendo un alto numero di proseliti e, di fatto, riunisce in un solo fronte la maggior parte di insegnanti e presidi che, fin dall'inizio delle roboanti riforme da azzeccagarbugli della Gelmini, si sono dichiarati contrari, perplessi od anche solo increduli.
Tenderei a chiamare l'iniziativa con il suo vero nome, ovvero utilizzando la stessa procedura con cui la bresciana ministra della dIstruzione si è intrufolata in quel di Reggio Calabria per laurearsi, spero NON con lode.
Il nome è paraculismo o, se vogliamo andare un po' indietro con la memoria, ripescando il vituperato 6 POLITICO, potremmo adottare un altro colore più attinente ai politici del disastro istituzionale della nostra Scuola: 6 AZZURRO.

mercoledì 3 giugno 2009

Risposta dei Candidati

A seguito della diffusione della "Lettera ai Candidati", riceviamo e volentieri pubblichiamo la più interessante tra le risposte pervenute.
Chi scrive è Mirco Gastaldon, Sindaco in carica nel Comune di Cadoneghe (PD), candidato alla rielezione nella lista di "Cadoneghe Città e Ambiente".

"Accolgo il vostro appello, che appoggio e sottoscrivo con convinzione (anche in qualità di ingegnere informatico e non solo come amministratore). Negli ultimi anni l'interesse e il coinvolgimento attorno al tema della divulgazione del software libero sono cresciuti in modo esponenziale, e sono certo che anche il Comune di Cadoneghe potrà e vorrà fare la sua parte.
Oggi più che mai la diffusione del software libero è strategica per una gestione democratica dell'informazione, della cultura, del progresso sociale e civile. Forse siamo alle porte di un cambiamento epocale. Perché è evidente che la diffusione di software libero è una conquista di democrazia e di civiltà senza precedenti. La condivisione in rete, la disponibilità e l'implementazione libera del software aprono la via verso l'accessibilità alle fonti dell'informazione, della creatività, della produzione immateriale.

La piena diffusione del software libero trova ancora un ostacolo importante nella tutela del copyright. In tema di pirateria informatica e di protezione del diritto d'autore si sta discutendo intensamente, senza che una soluzione ancora si profili all'orizzonte. Ma mi sento di dire, da amministratore di un ente pubblico, che assicurare i giusti proventi a chi fa dell'ingegno e della creatività la propria unica fonte di sostentamento è nettamente diverso dal proteggere a oltranza le rendite di posizione di chi detiene da sempre la tecnologia e i mezzi per creare monopoli inattaccabili (si pensi solo al settore dei medicinali, se non si vuole restare confinati al problema del software).

Per questo è mia intenzione, se sarò riconfermato alla guida dell'Amministrazione comunale di Cadoneghe, attivarmi affinché entro breve si possa attuare la possibilità per gli enti pubblici di svincolarsi definitivamente dalle rigidità del software proprietario sposando la causa del software libero. Una scelta che permetterà fra le altre cose notevoli risparmi, e probabilmente anche una maggiore stabilità dei nostri sistemi informatici.
I tempi sono maturi per questo cambiamento, e certo iniziative come questa sottoscrizione contribuiscono a gettare un seme importante verso nuove realtà di democrazia informatica."

Mirco Gastaldon

martedì 2 giugno 2009

Lettera ai Candidati

vota per il software libero! (banner)Gentile candidata, egregio candidato
Le proponiamo di sottoscrivere il Patto per il Software Libero.

Se ciò è di Suo interesse selezioni, dalla lista sottostante, l'elezione nella quale è candidato e completi il modulo in tutte le sue parti.

Riceverà un documento che le chiediamo di firmare e spedire via fax o acquisire tramite scanner ed inviare via mail all'Associazione che l'ha contattata o di sua fiducia.
Nel caso non abbia contatti o preferenze può inviare il documento a noi dell'Associazione per il Software Libero.

Daremo immediatamente visibilità della Sua adesione sul sito CaroCandidato.org.

Se ha sottoscritto il Patto per il Software Libero, la invitiamo a dare visibilità al Suo impegno utilizzando sul suo sito il banner "Candidato per il Software Libero".

In ogni caso ci riserviamo il diritto di verificare la Sua identità prima di pubblicare la Sua adesione alla campagna.

Per qualsiasi problema non esiti a contattarci via mail all'indirizzo elezioni at softwarelibero dot it, al telefono (+39) 06 99291342 o via fax al numero (+39) 06 83391642.

Scelga l'elezione nella quale è candidato:
Europee Italia 6-7 giugno 2009
Comunali Italia 6-7 giugno 2009
Provinciali Italia 6-7 giugno 2009

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