domenica 26 luglio 2009
sabato 25 luglio 2009
Il Sabato del Villaggio
L'intervento di pace in Afghanistan produce altri tre feriti tra i militari italiani.Sarebbe ora che qualcuno lo dica ai Taleban: siamo lì con le armi ma solo perchè, in foto, la divisa da sola non sarebbe bella.
E' sempre una questione di Comunicazione.
Come per Ghedini, l'Avvocato del Diavolo, che prima smentisce categoricamente l'esistenza di reperti fenici (o romanici secondo molti studiosi) nella Super Villa sarda "del vostro" Primo Ministro e poi si para il fondoschiena, dicendo: "Mavalà, si tratta solo di qualche coccio e di ossa antiche...".
Zittendolo un paio di minuti, qualcuno potrebbe spiegare a questi puritani del giorno dopo che "dire le bugie" è un peccato?
Strano mondo, il nostro: un barbone finisce in carcere per tre mesi per il furto di cibarie mentre pregiudicati, papponi, intrallazzatori siedono sugli scranni del Potere.
Ma gli italiani perdonano sempre.
Hanno amato il Mussolini, Craxi e la Cicciolina. Figurati se non accolgono a braccia aperte il Berlusconi.
Reo di tutte le colpe che l'italiano medio, ma anche mini e maxi, vorrebbe fare al posto suo.
Tanto da far rimanere allibito il resto del mondo, tanto da comparare le vicissitudini del Piccoletto con quelle di Al Capone. Lui pensa di essere nella trama di "Al, John & Jack" e di fare gare di altezza (reale) con Aldo, Giovanni & Giacomo.
Intanto, l'italiota, si auto-tassa inseguendo il sogno "Superenalotto".
Ma perchè non ci abbiamo pensato prima?
L'unico modo per pagare meno oboli allo Stato e quello di versarli felicemente allo Stato.
E felici lo sono anche i legaioli: ridono davanti ai conti in rosso delle Regioni del Sud.
La Sanità sta facendo andare in malora amministrazioni pubbliche finalizzate alla ricchezza di pochi.
Peccato che Veneto e Lombardia, contro tutte le aspettative degli indigeni nordici, siano vicine al punto di "default". Un pasto indigesto da mandare giù.
Gole ingroppate, musi incarogniti, guantoni da boxe inforcati: è il nuovo ciclo del Pd dopo il Pd.
Franceschini se la prende con la Bindi che sgambetta Rutelli, D'Alema sta a guardare, Marino viene crocifisso, Bersani fa da smistatore di retorica.
Una buona anteprima congressuale, ne vedremo delle brutte.
Infatti la Gelmini si mostra.
Si mette in primo piano e, dopo avere cannato clamorosamente i dati sui bocciati di scuole medie inferiori e superiori, passando da artefice della scuola della severità a fautrice di una imitazione in peggio della scuola sessantottina, azzanna il deretano delle Università.
Più soldi agli Atenei virtuosi, tagli a tutti gli altri.
Virtuosi in che senso?
Preparano meglio? Hanno raggiunto obiettivi di eccellenza nella formazione? Si distinguono per sperimentazione e ricerca?
No, spendono meno. Punto e basta.
Speriamo che non venga applicata la stessa metodologia alla prevenzione e alla cura della nuova influenza H1N1. L'allarme è concreto, i dati sono preoccupanti, la pandemia è reale.
Certi di non avere il vaccino in tempi brevi, ministri e vice-ministri italioti si lanciano in alterni messaggi: niente di che, non preoccupatevi, chiuderemo le scuole, morirete tutti.
Un terzo dell'umanità si aspetta di essere contagiata nei prossimi 24 mesi.
Il 99% degli italiani è contagiato da se stesso.
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giovedì 23 luglio 2009
Aiuto! Microsoft ci vuole aiutare!
Il Sig. Paolucci, vice-presidente di Microsoft Corporation - Presidente Microsoft Italia, un "giovane" classe 1944, ha ottenuto un mega-spottone sulle pagine di La Repubblica confessando le proprie aspettative, che coincidono, ovviamente, con gli interessi dell'azienda di Gates, e stilando una sorta di vademecum per renderci sempre più schiavi del software più criticato del momento.Peccato che le sue idee costino alla comunità più di quanto siano i vantaggi.
Intanto ha scoperto che esiste un "gap tecnologico" con altri Paesi più avvantaggiati dell'Italietta.
Bravo!
Sentirsi un po' in colpa per costringere a pagare profumatamente un sistema operativo fallace che ha "formato" incompetenti e potenziali killer informatici, noo?
Sentirsi parte dei colpevoli che hanno reso l'accesso informatico disponibile solo ad una parte di italiani?
Ma il Paolucci si evidenzia nella sua voracità quando ammette che non dovremmo andare poi tanto a cercare esempi solo nel nord Europa, in Portogallo, ad esempio: "lì, anche con la nostra collaborazione, lo Stato ha dato a tutti bambini delle elementari un computer. E sto parlando di 1 milione di terminali connessi in rete. Cosa che ha finito per trasformare - in meglio - anche i modelli di insegnamento. Da noi non è così. Ci sono delle esperienze locali di eccellenza, è vero, ma se restano isolate il loro valore si disperde".
E bravo il Paolucci!
Un bell'invito alla Gelmini (ma soprattutto a chi tiene i conti dietro di lei) a comprare qualche milioncino di pc e relative licenze d'uso.
La vergogna non è di questo mondo, nemmeno scalfisce personaggi rei di avere affossato anche le più preziose menti, così immuni dalla debacle subita dalla versione Vista (Hasta la Vista!), timorosi dell'avvenire del prossimo guazzabuglio Windows 7.
Ci vorrebbero tutti Microsoft-dipendenti, con la nostra bella targhetta, il numero di serie stampigliato sul braccio, e sulla faccia quell'espressione un po' così' di chi usa programmi Windows.
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mercoledì 8 luglio 2009
Good or Chrome?
La notizia che ha fatto solo un poco sorridere Bill Gates riguarda le intenzioni di Google di creare il "suo" Sistema Operativo: Google Chrome OS.Un sistema basato sul "cloud computing", ovvero l'utilizzo di risorse hardware e software distribuite in remoto tramite Internet.
In pratica si immagina il fruitore del prossimo futuro necessariamente sempre collegato alla Rete per poter utilizzare programmi, calendari, rubriche, mail e per memorizzare i suoi dati su hard-disk di qualche Server Farm oltre Oceano.
Microsoft è da un po' che tampina su applicazioni cloud-based.
Google, ultima arrivata , vuole diventare la prima della classe.
Personalmente non condivido questo approccio.
Quantomeno, non ritengo sia completamente condivisibile.
Capisco i vantaggi che ne deriverebbero ai gestori.
Ma comprendo anche i limiti imposti agli utenti. Non ultimi gli evidenti pericoli di gestione di dati sensibili e le possibili difficoltà di accesso in carenza di collegamenti al Web.
Ma su questo argomento, ritengo che dovremo posporre la discussione ad un prossimo articolo.
Voglio invece ricordare ai "giornalai" del Ridicolo Paese che è dal 2007 che esiste già un Sistema Operativo basato interamente sul concetto "cloud" che sfrutta appieno tutti i servizi Google (YouTube, Google Product Search, Google Calendar e Google Maps, ...) e incorpora l'accesso a programmi come Skype e OpenOffice ed è ottimizzato per usufruire di Wikipedia, Facebook,...
L'azienda che lo produce, Good OS, è stata fondata agli inizi del 2007 ed ha sede in California, nella Silicon Valley, e in Taiwan, a Taipei.
gOS, questo il nome del Sistema Operativo, è apparso sugli scaffali Wal-Mart nel novembre dello stesso anno, abbinato ad un pc "gPC TC2502", in pratica una tastiera con monitor e modem. Prezzo di vendita 199$.
Ad oggi, non mi risultano tracce in giro.
Ma il Sistema Operativo ha continuato ad essere sviluppato per giungere, nel 2009, alla sua terza release.
Una versione "matura", basata com'è su Linux e interfacciata con Enlightenment, offre velocità e sicurezza e una ampia gamma di strumenti: i Google Gadgets, Picasa, Google Mail & Calendar, la suite di Google per l'Office (Documents, Spreadsheets, and Presentations), Desktop Search, Firefox, Open Office.
L'interfaccia Enlightenment, leggera e bella da vedere, sfrutta anche gli effetti visivi come il 3D Window Switcher.
Per chi, come me, è curioso non resta che provarlo. Costo? Zero.
Se non avete un vecchio pc (configurazione minima: 300 MHz x86 processor, 64 MB RAM, At least 4 GB of disk space, VGA graphics card capable of 640x480 resolution, CD-ROM drive or network card) per installarlo, provate in modalità Live Cd o installatelo con VirtualBox.
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lunedì 6 luglio 2009
venerdì 3 luglio 2009
mercoledì 1 luglio 2009
Universal Power
Quando arrivano le buone notizie, una smorfia di incredulità si disegna sulle facce dei tecno-pensanti.Categoria difficile, quella a cui faccio riferimento, che, al contrario degli analfabeti tecnologici, si informano, indagano e commentano ogni notizia che tocca il loro mondo digital like.
La buona notizia arriva dalla Uè-Uè che, tramite la sua Commissione simil-napoletana o infantil-piangente, ha espresso, il desiderio-obbligo del caricabatterie universale.
Mai più decine di alimentatori diversi per ogni telefonino, via adattatori e convertitori, spazzati via cassetti ed armadi pieni di ormai inutilizzabili caricatori da bum-bum cellulare.
Era ora!
Vedremo in vendita, dal 2012 in tutta operatività, confezioni di telefoni senza alimentatori, si diminuirà il cosiddetta e-waste e il mondo sarà un po' più verde.
Già.
Ma intanto che facciamo?
Buttiamo via quelli che abbiamo?
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