Manuela Repetti, immobiliarista e figlia di un costruttore di Novi Ligure, parlamentare del Pdl deve essere fatta Santa, anzi Santissima. Perchè? Perchè non solo frequenta Sandro Bondi, ma arriverà anche a sposarlo. Sandro Bondi, Ministro dei Beni e delle Attività Culturali, quello che ha affidato a Mario Resca, ex amministratore delegato di McDonald's la gestione e lo sviluppo dei Musei italiani, quello che fa il bagnetto in maglietta, quello che porta il cagnetto in treno anche se non si può, quello che abbandona moglie e figlio per poi partecipare ai Family Day, quello che insulta artisti a lui non simpatici, quello che, parole sue, non capisce nulla di Arte Contemporanea, quello che... Non vi pare una ragione sufficiente per rendere Manuela Santa, anzi Santissima?
Un titolo come questo viaggia di pari passo con la consuetudine titolariera del giornalino di Feltri. Abituati a tutto, ormai, in questo paese ci mancava una notizia come questa: Francesco Guzzardi, scribacchino del giornale di famiglia Berlusconi, si auto-insulta (e fin qui va bene), si auto-minaccia (dai, non esageriamo) in un volantino fatto recapitare alla redazione genovese, da lui scritto, imbucato, spedito e poi eroicamente ricevuto. Si, è proprio così, il Guzzardi è il mittente - destinatario del volantino prontamente pubblicato il giorno 18 novembre alle ore 7.00 sulle pagine della cronaca locale genovese. Roba da matti, se le dice e se le conta. Il tutto per degli articoli su vicende accadute in quel della Val Bisagno e del Municipio IV. E lui, come reagisce al ricevimento della "minatoria" missiva? Il commento dell''eroico redattore viene virgolettato così: "Io ho sempre scritto quello che ho visto e sentito, senza aggiungere o stravolgere nulla e soprattutto senza pregiudizi - sottolinea -. Se chi ha scritto questo messaggio intendeva intimorirmi o addirittura costringermi a tacere sui fatti che avvengono da tempo nel Municipio Val Bisagno, è bene che se lo tolga subito dalla testa. È vero - aggiunge Guzzardi - che il clima è pessimo in zona, ma non mi sarei aspettato mai reazioni di questo tipo. In ogni caso - conclude il giornalista - continuerò a esercitare il diritto-dovere di cronaca, come sempre, per contribuire a migliorare, nel mio piccolo, la società"
Bel pirla! Gira e rigira su quanto da lui stesso scritto e imbucato. Quindi, l'equazione è questa: "Il Giornale" riceve una lettera minatoria indirizzata a Guzzardi. Guzzardi lavora per il "Giornale" di Feltri. La lettera è scritta con toni e minacce tipiche dei criminali terroristi. I brigatisti sono dei criminali. Guzzardi ha scritto la lettera. Guzzardi è un brigatista. Feltri sovvenziona i brigatisti.
Oltre 130.000 computer del Ministero delle Finanze francese useranno Mozilla Thunderbird, il client open source per la posta elettronica unitamente al calendario Lightning, sempre della fondazione Mozilla, e un insieme di applicazioni open OBM.
Il progetto è nato dalla attuale situazione in atto presso la Direzione Generale delle Imposte (D.G.I.) e la Direzione Generale della Contabilità Pubblica (D.G.C.P.): ognuno utilizza il proprio sistema di posta elettronica, rispettivamente IBM Lotus Notes e Microsoft Outlook. L'integrazione di questi due sistemi avrebbe richiesto un terzo software per la gestione unificata della posta. A questo punto è stato scelto Thunderbird, un unico gestore, il più sicuro tra tutti gli esistenti, per risolvere l'inghippo. Tra l'altro, queste applicazioni open source sono utilizzate da più di 600.000 impiegati nella Forza Aerea Francese, l'Università, l'ospedale della città di Brest, l'Istituto Nazionale della Salute e la Ricerca Medica ed i Ministeri della Cultura e dell'Interno.
Skype, il più famoso client VoIP su GNU/Linux è oggetto di grandi attenzioni, in questi giorni, da parte del Web a seguito di una notizia che dava imminente una sua prossima totale conversione all'Open Source. Un comunicato della stessa Skype ha freddato gli animi: a diventare open source sarà solamente l'interfaccia utente dell'applicazione. Però, pare - sembra !- che una versione totalmente aperta di Skype sia in fase avanzata di sviluppo. Se così fosse, potrebbe rappresentare un bel passo avanti per il mondo del Software Libero.
E' stato reso disponibile anche su YouTube il servizio di Neapolis su Rai 3 dedicata a Karmic Koala. Il video contiene una intervista a Flavia Weisghizzi, responsabile dell'Ufficio Stampa di ubuntu.it
Non è ancora uscito nelle sale e fa discutere come in un bar al lunedi mattina tra tifosi di opposte squadre di calcio. E, come succede per la maggior parte dei calciofili che parlano non capendo nulla di calcio, anche in questo caso, sono convinto, ne discutono senza averlo visto. Stiamo parlando di "La Prima Linea", film di Renato De Maria con Giovanna Mezzogiorno e Riccardo Scamarcio. Il film, tratto dal libro di Sergio Segio "Miccia Corta", racconta un fatto vero, realmente accaduto: l'assalto al carcere di Rovigo, nel 1982, per liberare 4 detenute del gruppo terroristico. Prima Linea, appunto. I primi scontri mediatici nascono, manco a dirlo, dalle colonne dell'Infamante, il Giornale occupato da Feltri. La presa di posizione nasce anche dal fatto che l'autore del libro è un ex-terrorista. Sergio Segio, alias Comandante Sirio, è stato un militante dell'organizzazione armata Prima Linea. Ha scontato 22 anni di carcere e si è messo a fare lo scrittore. Quindi, dicono i detrattori del film, il risultato cinematografico è il punto di vista dei carnefici, non delle vittime. Di fatto, il film non è la sublimazione del terrorismo, non racconta quel fatto come un'azione eroica. Anzi, è proprio il contrario. Scrive Luca Telese: "non una trionfalistica azione di guerra, ma una lenta e inesorabile discesa agli inferi".
Ma la nota più interessante arriva dal sommo poeta Bondi che, non solo scopiazza il senso del pensiero di Telese ma aggiunge di suo, mettendo ben in chiaro come lui preferirebbe utilizzare i finanziamenti pubblici per la cinematografia italiana.
“Ho avuto modo nei giorni scorsi – ha dichiarato Sandro Bondi, ministro per i Beni e le Attività Culturali della destra solo per la destra e sopratutto di destra – di prendere visione di Prima Linea, un film che ripercorre la tragica discesa agli inferi dei protagonisti di una triste stagione di odio e violenza. Una narrazione attenta ai fatti, cruda, che non costituisce, a mio avviso, un’apologia del terrorismo, ma anzi contiene una netta condanna delle responsabilità di chi si è macchiato di orrendi delitti in nome di un’ideologia criminale. Tuttavia, ritengo personalmente che la sopravvivenza nella storia del nostro Paese di rigurgiti di violenza politica, nonché il rispetto che tutti, a partire dalle istituzioni, dobbiamo alla memoria di tutte le vittime del terrorismo, per non parlare della doverosa riservatezza che i protagonisti di quella stagione dolorosa dovrebbero mantenere, imporrebbero di non usare fondi pubblici per finanziare questo genere di film”.
A me mancano molto, ad esempio, i film di guerra visti dalla parte di chi ha perso. Stanco di vedere e di sentire solo i vincitori buoni, bravi e belli (se pur massacratori, sterminatori, sganciatori di bombe atomiche, gasatori di popolazioni inermi,...) sono contento quando qualcuno riesce a "parlarci" da un punto di vista "altro", "diverso", non istituzionale. Perchè è l'unico modo, confrontandosi, di mediare tra verità differenti. Perchè non di "verità" unica, assoluta si può parlare ma solo di tante, singole, diverse vere "verità". Ecco, il ruolo "istituzionale" dovrebbe essere proprio questo: dare la possibilità, sempre, di mettere a confronto pensieri anche in antitesi. Mentre oggi, si intende solo una comunicazione istituzionale basata sul "pensiero unico", meglio se conformista. Ben venga, quindi, il film di De Maria. Anche se poi, anche questo detto "in verità", gioca un po' troppo sulla presenza dei due protagonisti "belli" del nostro mal ridotto Cinema.
In risposta all'editoriale del direttore del TG1 con cui ha dato voce alle pretese del premier della destra sostenendo che "l'abolizione dell'immunità parlamentare è stato un vulnus alla Costituzione e c'è da auspicare che sia sanato", mi vedo costretto a riprendere i profondi concetti già pubblicati in un precedente editoriale. Con la speranza che gli stessi vengano percepiti dall'interessato e dai suoi sponsor. In caso contrario, sono pronto a fornire adeguate fonti di studio e di analisi sul tema. (es. "Il Manuale delle Giovani Marmotte")
Ecco il mio editoriale:
"Minzolin, Minzolin, viva Minzolin!Assomigli a tutti noi, sei furbo e birichine perciò noi gridiam, viva Minzolin!Solo tu - Minzolin! - puoi capir - Minzolin!i mille e mille sogni di un bambin, ah! ah! ah!Noi gridiamo in coro, evviva, evviva, urrà, sì, sì!Minzolin, Minzolin, viva Minzolin!Che fa sempre divertire i grandi ed i piccine perciò noi gridiam, viva Minzolin!Solo tu - Minzolin! - puoi capir - Minzolin!i mille e mille sogni di un bambin, ah! ah! ahNoi gridiamo in coro, evviva, evviva, urrà, sì, sì!Minzolin, Minzolin, viva Minzolin!Su venite a far baldoria insieme a Minzolin,anche noi, come voi, canterem così.Come noi bambini, tu sei tanto piccolin,Minzolin, Minzolin, viva Minzolin!"
Sono passati esattamente 5 anni dalla pubblicazione della prima release di Firefox. Era il 9 novembre 2004, quando, dalle menti degli sviluppatori di Mozilla venne reso disponibile il browser open source e multipiattaforma figlio di una visione completamente antitetica a Internet Explorer, il prodotto di casa Microsoft. Il primo nome scelto fu Phoenix, a simboleggiare la rinascita del glorioso progetto Netscape. Poi si decise per Firebird. Tutti nomi che andavano in conflitto con trade-mark già esistenti. Alla fine decisero di chiamarlo Firefox, tradotto letteralmente come "volpe di fuoco" ma che, in inglese, significa "panda rosso". Giunto alla versione 3.5, Firefox ha in Europa una diffusione pari al 38.54%, mentre Internet Explorer è al 46.15%. Opera è invece diffuso al 9.4%. In tutto il mondo, sempre al 1 giugno 2009, Internet Explorer ha il 60% del totale, mentre Firefox è al 29.6%. Veloce e sicuro, Firefox ha enormi vantaggi (tra questi le estensioni) sul suo più diretto concorrente e inesorabilmente sta continuando a guadagnare posizioni sul pericolosissimo IE. Al centro di innumerevoli progetti collegati (come Mozilla Thunderbird) rappresenta, assieme ad Opera e a Google Chrome, la dimostrazione del successo della filosofia del Software Libero.
Non è stato sufficiente l'emendamento introdotto nel 2008 (con il dannosissimo Decreto Mille Proroghe) che ha prolungato l'effetto Far-West del TeleMarketing fino a dicembre 2009. I telemarchettari non si sono accontentati, hanno trovato il loro paladino nella bella e brava personcina di Lucio Malan (PDL). Ed ecco pronti a imporre altri sei mesi di proroga, terminati i quali, l'utente subissato di telefonate di vendita non richieste dovrà, se non vuole più essere disturbato, scomodarsi per iscriversi ad un nuovo Registro. Una sorta di elenco di utenti cattivi, forse anche comunisti; una lista che non è detto che venga consultata da tutti i cosiddetti operatori telefonici (vedi quello che succede, ad esempio in Canada). Un vero e proprio incentivo alle molestie telefoniche, una benedizione per tutti coloro che, in barba ad ogni regola (anche nei confronti dei loro lavoratori - schiavi e sottopagati), irrompono in casa altrui incazzandosi pure se vengono, dopo l'ennesima telefonata quotidiana, trattati come è giusto che sia: a parolacce nell'orecchio. Il Far-West è nato per azzerare, di fatto, la giusta regolamentazione che era in vigore prima del mille proroghe: potevano ricevere telefonate commerciali solo gli utenti che avevano preventivamente dato il loro assenso. Ora è il contrario. Tutti possono chiamare tutti. E' come se, dentro la nostra casa, potesse entrare, accomodarsi sul nostro divano e dialogare con noi (anche se siamo impegnati in altre faccende) chiunque si trovi a passare davanti al nostro portone! Bravo Malan, ci spiegherai che interesse hai per imporre una simile situazione. Mi preparo, quindi, alle prossime battaglie. Inizialmente mi comportavo in modo civile: "No grazie, non mi interessa" e attaccavo. Poi ho iniziato a chiedere di parlare con il titolare del trattamento dei dati. Discussioni infinite. Adesso mi sento più in linea con il comportamento dei televenditori: mi chiamano, alzo la cornetta, dico "Pronto?" e poi, saputo l'interlocutore, metto giù. Senza dire nulla. Li ripago con la stessa maleducazione. Non è bello, vero? Ma, almeno così, non me la prendo, non perdo tempo. Lo consiglio anche a voi: non sbraitate, zittiteli con il mutismo ed un clic.
"L'Espresso" on line ha lanciato, dal 28 luglio scorso, l'idea di realizzare un "film" con la classica formula del fantomatico Internet 2.0, che poi vorrebbe dire la partecipazione e la condivisione degli utenti ad unico progetto. Si chiede, ai sapientissimi navigatori, di scriverne il soggetto e la sceneggiatura. I terrificanti suggerimenti spaziano da un musical in stile "Yuppy du" di pessima celentanesca memoria, al vomito di un neo quarantenne, fino a passare per titoli neo-demenziali come "Ma siamo uomini o gnu?", brutto riferimento alla memoria di Totò. Ma il peggio viene, ovviamente, dai commenti non filtrati (clicca sull'immagine a lato), pubblicati dopo la mezzanotte, quando evidentemente la Redazione è rimasta sguarnita. Ecco il "vero" italiano 2.0 che si sgancia da tutte le remore che lo tengono ben saldo alla morale comune e si sfoga bestemmiando. Si prepara ad una notte insonne, con la ripetitiva domanda che frulla nel cervelletto: "ma ci sarà ancora il mio commento?" Se il massimo che ha prodotto l'inesistente 2.0 è twitter (l'SMS informatico), i ghetti Facebook e MySpace, non dobbiamo stupirci delle blasfemie troppo spesso, queste sì, molto condivise.