mercoledì 29 febbraio 2012

Ecco dove investire: scuola, scuola, scuola


La scuola va rimessa al centro della vita del Paese.
Per l’educazione e la formazione delle nuove generazioni. Per il suo essere privilegiato punto di incontro tra persone e culture. Ma anche per la capillarità delle sue strutture fisiche (i muri, per intenderci) che ne fanno una sorta di “piazza” eletta.
Il patrimonio edilizio pubblico assegnato alle scuole primarie e dell’infanzia in Italia, conta circa 32mila unità, quasi equamente suddivise fra scuola dell’infanzia (sia statale che comunale) e scuola primaria. Le scuole statali risultano assegnatarie del 93% del patrimonio edilizio complessivo, mentre la restante parte e attribuita alle scuole comunali dell’infanzia (2.315 in tutto).
A mostrarne le potenzialità anche sotto il profilo della creazione di nuovi posti di lavoro, di risparmio per le famiglie e di sviluppo di nuovi servizi sono due ricerche che arrivano da fonti diverse.
La prima è firmata da inGenere, rivista on-line di informazione, approfondimento e dibattito su questioni economiche e sociali analizzate in una prospettiva di genere. La seconda arriva, invece, da Retecamere, l’agenzia nazionale di Unioncamere e Camere di commercio.
Vale la pena di rifletterci. Soprattutto oggi che la Commissione europea ha previsto per l’Italia un calo dell’1,3% del Pil (Prodotto interno lordo, l’indicatore della ricchezza di un Paese) anziché la lievissima crescita (+0,1%) stimata lo scorso autunno.

segue
fonte: Corriere della Sera.it
articolo di Maria Silvia Sacchi

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