sabato 18 febbraio 2012

La meno amata dai ragazzi italiani

Pur non differenziandosi in modo rilevante dai loro coetanei europei, i preadolescenti italiani dichiarano di amare meno la scuola.
A 11 anni il gradimento dichiarato è già più basso di quelli dei ragazzi tedeschi, inglesi o francesi.
A 13 anni, si rileva un calo di entusiasmo generalizzato in tutti i paesi, ma in Italia questo sembra essere più pronunciato e coinvolgere in modo analogo ragazzi e ragazze.

Fra le famiglie e l'opinione pubblica, la scuola media si è guadagnata la fama di anello debole del sistema d'istruzione italiano. Anche i confronti internazionali la vedono penalizzata sul fronte della qualità degli apprendimenti.
Che cosa c'è di vero e perché?
Il Rapporto sulla scuola in Italia 2011 affronta in profondità i nodi critici (insegnanti, studenti, risorse educative e organizzative) della secondaria di primo grado, andando alla ricerca delle ragioni del suo malessere e interrogandosi sul senso della sua 'missione' presente.
Se, infatti, negli anni Sessanta e Settanta la scuola media è servita a garantire l'originario obiettivo di fare crescere la scolarità italiana, attraverso il completamento dell'obbligo, oggi è una terra di mezzo, che non riesce a dare a tutti i ragazzi le stesse possibilità di successo negli apprendimenti.
Come i due precedenti Rapporti, la ricerca si è avvalsa dei contributi multidisciplinari di un'equipe di esperti e nelle sue conclusioni offre indicazioni di policy per un rinnovamento della scuola media italiana nel segno di una maggiore equità ed efficacia.


Titolo Rapporto sulla scuola in Italia 2011
Dati 2011, 167 p., brossura
Curatore Fondazione Giovanni Agnelli
Editore Laterza  (collana Percorsi Laterza)

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