martedì 21 febbraio 2012
La RAI e il canone sui PC
Sulla recente iniziativa della Rai - concessionaria pubblica del servizio radiotelevisivo - di esigere il pagamento del canone da milioni di imprenditori italiani, possessori di Pc, tablet e smartphone, si è già scritto molto e, si tratta, nella più parte dei casi, di considerazioni ampiamente condivisibili.
Ci sono, tuttavia, almeno due buone ragioni per le quali se il Governo dei Professori non si affretterà a censurare l’iniziativa della Rai, prendendone le distanze e chiarendo che nulla è dovuto da parte di chi possiede Pc, tablet e smartphone, il premier - anche in qualità di ministro ad interim dell’economia - e il suo ministro dello Sviluppo economico dovrebbero essere invitati a dimettersi.
L’Italia è un Paese che sconta - lo si può scrivere senza tema di essere smentiti sulla base di dozzine di analisi e ricerche - un gap in termini di informatizzazione e sviluppo tecnologico mostruoso rispetto al resto d’Europa. Siamo il fanalino di coda dell’Europa a 27 per livello di alfabetizzazione informatica, diffusione ed utilizzo di Internet ed e-commerce.
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fonte: Guido Scorza.it
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