domenica 19 febbraio 2012

Politica deficiente


Giorgio Clelio Stracquadanio è noto per alcune sue prese di posizione che hanno generato controversie e polemiche; ha avuto scontri verbali, tra gli altri, con il vicedirettore dell'Unità, Gianni Barbacetto, Marco Lillo de Il Fatto Quotidiano, Milena Gabanelli, l'attuale presidente del Cda della Rai, Paolo Garimberti e Luigi Amicone, direttore di Tempi, periodico di Comunione e Liberazione, e in seguito anche con Gianluigi Paragone, giornalista Rai di area Lega.
Il 20 novembre 2009 ha rilasciato un'intervista a Il Fatto Quotidiano in cui si è dichiarato a favore delle leggi ad personam, contrario alla reintroduzione del voto di preferenza e all'espressione del dissenso all'interno del Popolo delle Libertà. Ha inoltre dichiarato che l'editto bulgaro avrebbe dovuto contenere più nomi, e che Augusto Minzolini avrebbe dovuto rendere esplicita la linea editoriale del TG1 a favore del governo Berlusconi IV.
Nell'estate 2010 ha invocato contro Gianfranco Fini il "trattamento Boffo", ossia l'attacco politico-giornalistico a colpi di dossier, di cui è stato oggetto Dino Boffo nel 2009.
Ha inoltre dichiarato in Senato che L'Aquila "era una città che stava morendo, indipendentemente dal terremoto e il terremoto ne ha certificato la morte civile". Il sindaco dell'Aquila Massimo Cialente ha sporto querela contro di lui; il Terremoto dell'Aquila del 2009 ha provocato un totale di 308 vittime.
Ha inoltre negato la presenza di una crisi industriale nel caso della Vynils.
A seguito della denuncia di Angela Napoli sulla prostituzione di alcune colleghe politiche in cambio di cariche pubbliche, si è dichiarato a favore dell'uso della prostituzione per fare carriera nella politica italiana.
Stracquadanio ha cercato di introdurre un emendamento al decreto sicurezza che avrebbe reso non rintracciabili le buste paga dei dipendenti delle aziende vincitrici di appalti pubblici, così favorendo il lavoro nero.
Il 9 febbraio 2012, durante la trasmissione "Punto e a capo" su ClassTv, ha affermato che "chi guadagna 500 euro al mese è uno sfigato" e che secondo lui "non esistono persone che guadagnano 500 euro al mese in Italia, al massimo si può parlare di poche centinaia di migliaia di persone" perchè "altrimenti i marciapiedi italiani sarebbero pieni di morti di fame".

fonte: Wikipedia

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