12 settembre 2011: primo giorno di lezione e primo giorno di riprese per Gli Anni e i Giorni, il primo docu-film sulla scuola italiana raccontata dal punto di vista degli studenti.
Il film, ideato e diretto da Beppe Manzi – alla sua opera prima nel lungometraggio – e co-sceneggiato da Claudio Calzana, è prodotto da Associazione Officina Cultura e Territorio in collaborazione con Oki Doki Film e Officina della Comunicazione.
Le riprese si svolgeranno in gran parte presso il Liceo Classico “Paolo Sarpi” di Bergamo: la produzione seguirà infatti l’ultimo anno scolastico di un gruppo di studenti che si apprestano ad affrontare la maturità a giugno 2012 e, parallelamente, le vite di alcuni ex-studenti, usciti dallo stesso liceo circa dieci anni fa, che ora si trovano ad affrontare la realtà del lavoro e della vita di tutti i giorni, riguardando gli anni della scuola con oggettività, consapevolezza e un pizzico di malinconia.
Se gli studenti di oggi ci conducono negli spazi e nel tempo della scuola in questo delicato – per loro – momento di passaggio all’età adulta e al mondo del lavoro, gli studenti di ieri – trentenni di oggi – ricordano il proprio percorso scolastico e lo raffrontano a quello professionale e, più in generale, a quello di vita che hanno finora compiuto.
Punto di forza del film è quindi la volontà di raccontare il mondo della scuola e l’esperienza scolastica dal punto di vista degli studenti: nel nostro Paese non si parte mai dal presupposto che la scuola oltre che un luogo - e una location cinematografica - è un tempo.
Un tempo preziosissimo che attraversa trasversalmente il momento di crescita di ogni individuo.
Spiega il regista: “Il progetto di un film-documentario sulla scuola italiana nasce da un’esigenza, quella di raccontare il mondo della scuola con gli occhi di chi vive quel mondo quotidianamente e in prima persona, ovvero gli studenti. La volontà è di riportare l’attenzione su un mondo, quello scolastico, sottostimato per importanza, valori e prospettive, anche in funzione di una crescita sociale, culturale ed economica del nostro Paese. Nella scuola, infatti, c’è tutto quello che sarà il nostro Paese nei prossimi anni: gli studenti di oggi che saranno gli Italiani di domani”
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